Chi sono?
La storia di Edoardo
Edoardo Follegatti, nato a Grosseto il 10 novembre 1991, ha sempre avuto una grande passione per il disegno e i fumetti. Nonostante questo, ha scelto un percorso più tradizionale, frequentando il Liceo Scientifico e laureandosi in Ingegneria Edile/Architettura all’Università di Pisa, dove ha poi ottenuto l’abilitazione da ingegnere.
Dopo la laurea si è trasferito a Torino per un master sulle costruzioni in legno e, sentendo forte il richiamo del disegno, si è iscritto all’Accademia di Comix per coltivare davvero ciò che gli stava a cuore.
Da allora porta avanti entrambe le strade: lavora come ingegnere e, appena può, dedica il resto del suo tempo al disegno e al fumetto, con pazienza e passione.
Oggi collabora a progetti esteri e segue diversi progetti personali, continuando a migliorarsi giorno dopo giorno, senza perdere l’entusiasmo di quando ha iniziato.
Da dove nasce la mia ispirazione
Lo stile di Edoardo ha subito l’influenza di diversi maestri del fumetto sin dall’infanzia e adolescenza. Da Akira Toriyama ha appreso la capacità di creare personaggi dinamici e iconici, con linee pulite e un tratto immediatamente riconoscibile. Da John Romita Jr. ha assorbito il senso del ritmo narrativo e la forza delle scene d’azione, imparando a dosare dettagli e movimento per rendere ogni vignetta intensa e coinvolgente. Da Masashi Kishimoto ha tratto ispirazione per le costruzioni di mondi complessi e avvincenti, con storie che combinano emozione e azione in un equilibrio che cattura il lettore sin dalle prime pagine.
Più avanti, Edoardo ha ampliato le sue influenze osservando autori come Moebius, da cui ha appreso l’uso di atmosfere surreali e dettagli visionari che trasformano ogni pagina in un piccolo mondo da esplorare. Andrea Pazienza gli ha insegnato l’ironia pungente e la libertà espressiva, con un tratto capace di raccontare emozioni forti senza filtri. Da Yoshihiro Togashi ha preso ispirazione nella costruzione di scene dinamiche e complesse, dove azione e introspezione convivono armoniosamente. Infine, osservando Gipi, Edoardo ha affinato la capacità di coniugare realismo e sensibilità narrativa, dando alle sue storie una profondità emotiva che resta impressa nel lettore.
